L’Europa resta al palo

Partenza cauta per la borsa di Wall Street, come peraltro anticipato dall’andamento debole dei futures sugli indici statunitensi. Sulle prime rilevazioni, il Dow Jones è sostanzialmente stabile e si posiziona su 24.590,93 punti; sulla stessa linea, resta piatto lo S&P-500 con le quotazioni che si posizionano a 2.972,52 punti. Senza direzione il Nasdaq 100 come l’S&P 100 (0,1%).

Le Borse europee e Piazza Affari sono ancora in deciso ribasso. Sui mercati pesano le preoccupazioni per l’andamento dell’economia in fase di ripartenza. I verbali dell’ultima riunione della Fed hanno evidenziato che il board è preoccupato per la possibile debolezza della ripresa e dei costi economici a lungo termine della pandemia. In più, non aiutano le continue tensioni tra Cina e Stati Uniti (leggi qui) così come le incertezze sul fronte sanitario e sui tempi per un possibile vaccino. Negli Usa, altro dato negativo, i disoccupati da inizio pandemia salgono a 39 milioni.

A Milano scatta Nexi che beneficia degli utili dati sul boom degli acquisti online. Recupera terreno Telecom Italia dopo la pioggia di vendite che ha colpito il titolo nelle ultime due sedute, complice la trimestrale che ha deluso sul fronte dei ricavi domestici. In positivo Exor all’indomani dell’assemblea in cui è stata confermata la road map per la fusione tra Fca e Psa, con il dividendo straordinario da 5,5 mld (approfondisci qui). Positivi i farmaceutici. Ben impostate le utility, mentre in coda al listino ci sono i titoli oil. Male le banche, soprattutto Banco Bpm e Bper Banca che perdono due punti e mezzo, mentre Generali è in rosso per oltre tre punti dopo la trimestrale che ha visto il crollo dell’utile dell’84% con le svalutazioni legate alla pandemia da Covid-19. Fuori dal listino principale, positiva Autogrill dopo i dati dei primi 4 mesi dell’anno, con il fatturato sceso meno delle attese.

Il petrolio è ancora in salita con sia il Wti che il Brent che hanno raggiunto i massimi dall’inizio di marzo. “Nonostante un’enorme incertezza continui a circondare il futuro dell’economia – spiegano gli analisti di ActivTrades – gli investitori stanno scommettendo su un rimbalzo relativamente rapido della domanda di greggio, in particolare dall’Asia“.

di: Maria Lucia PANUCCI