La minaccia di passare alla fase 3 della guerra dei dazi dal primo settembre innesca una reazione a catena. L’oro è ai massimi dal 2013 e il rendimento del T bond crolla all’1,88%, il petrolio frena la discesa. Il Giappone elimina la Corea del Sud dalla lista bianca dei partner di fiducia. Futures su Wall Street in rosso.

Trump manda ko le borse asiatiche. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei cede il 2,5%, Hong Kong perde il 2,25% e Shanghai il 2,12%. Vola l’oro riportandosi ai massimi da sei anni e al punto più alto da gennaio a 1.445,6 dollari per oncia (+0,92%), cerca di recuperare il petrolio Wti americano dopo essere crollato ieri a Wall Street del 7% secco. Oggi il barile Usa sale dell’1,87% a 54,96 dollari, mentre l’euro si assesta a 1,1081, in leggera debolezza rispetto alla chiusura di New York e lo yen corre come moneta rifugio (+0,2%) a 107,12 e la sterlina recupera dalle recenti perdite a causa della Brexit a 1,2110 (+0,27%).

 

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