Il leader leghista: «Inutile andare avanti a colpi di no». Il premier si consulta con il Quirinale, poi chiede la convocazione delle Camere per ufficializzare la sfiducia.

Matteo Salvini apre la crisi e chiede ufficialmente il voto. Lo fa con una nota pubblica dopo il duro faccia a faccia con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che in mattinata era salito al Qurinale per mettere il Capo dello Stato Sergio Mattarella a conoscenza dei rapporti ormai ai minimi termini nella maggioranza.

«Inutile andare avanti a colpi di No», sentenzia Salvini ,sottolineando che per la Lega non ci sono alternative, «ci sono solo le elezioni». «Andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav e dai ripetuti insulti a me e alla Lega da parte degli “alleati”».

Il ministro dell’Interno punta a dettare i tempi della crisi. Ma Conte non ci sta. «Se vuole la crisi gliela faremo sudare e dovrà uscire allo scoperto», dice a chi gli parla prima dell’incontro con quello che è ancora il suo vicepremier. Il presidente del Consiglio rivendica di aver fatto della «trasparenza» la sua cifra nella guida del Governo e dunque è in Parlamento che si dovrà consumare lo strappo. Lo aveva ribadito in occasione del suo intervento al Senato il 24 luglio scorso in occasione dell’informatica sul Russiagate.Alla fine l’accordo almeno sulla parlamentarizzazione della crisi viene raggiunto.

 

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