Ingrediente principale è l’acqua minerale di sorgente che sgorga da tutti i rubinetti di un piccolo comune in provincia di Vicenza

Come nascono gli alfieri del biologico lo racconta il giovane Marco Negro, uno dei titolari e amministratore della The Bridge. Dall’idea del padre Ernesto che si occupava della  produzione di guanti di pelle e proveniva da una famiglia di agricoltori, nasce nel 1994 la The Bridge.  A causa di un infortunio infatti papà Ernesto inizia a curarsi cercando prodotti nei primi negozi biologici salutistici di quegli anni. Un giorno scopre una bevanda di riso americana e si appassiona coinvolgendo tutta la famiglia.

Nel garage di casa insieme alla moglie Margherita e all’altro figlio Paolo, dopo due anni di ricerca, mettono a punto la prima bevanda biologica di riso in Italia.

Dapprima è destinata agli intolleranti al lattosio per sostituire il latte nella propria dieta, poi dal 2013 questa bevanda biologica diventa prodotto di tendenza e di lifestyle sostenibile. Dal 1994 ad oggi il bio ne ha fatta di strada!

Oltre alle proprietà salutistiche importanti, il produttore deve garantire al consumatore anche un sapore gradevole. In questa bevanda di riso per esempio non ci sono additivi: essa si ottiene dal processo di lavorazione del riso ed ha un sapore dolciastro.

Si scioglie la materia prima nell’acqua di sorgente, che rappresenta l’80% degli ingredienti della ricetta, poi si filtra, si aggiunge olio di girasole, olio di cartamo, sale marino, si sterilizza e si confeziona. Successivamente al riso viene aggiunto anche il cacao, la vaniglia, la mandorla per ampliare la scelta dei gusti dei drink bio The Bridge.

Più tardi vengono introdotti altri cereali come l’avena, il farro, il kamut, la quinoa ed ancora bevande con frutta a guscio come il cocco fino ad arrivare al latte di mandorla tradizionale.

I preparati sono tutti a base di acqua di sorgente minerale, quella che arriva in tutte le case di San Pietro Mussolino, un piccolo villaggio in provincia di Vicenza.

Uno dei vantaggi è che l’azienda è a conduzione familiare e quindi la rapidità decisionale è garantita. Molti prodotti vengono studiati su richiesta del cliente.

The Bridge è il brand principale utilizzato nei negozi specializzati in Italia e in Francia mentre sotto il nome di Viamia i prodotti arrivano alla grande distribuzione in Europa occidentale. Infine nei mercati dell’est i drink vengono commercializzati come The Bridge.

Per le private label, ossia per quelli immessi sul mercato con il nome del distributore, l’azienda utilizza ricette diverse selezionando catene di alto livello.

L’80 per cento della produzione The Bridge è stata destinata all’estero fin dal suo esordio sul mercato.

Non solo bevande ma anche panne e dessert e addirittura dall’avena, un preparato per ottenere la schiuma per il cappuccino.

Lo sviluppo del mercato è dovuto anche all’ampliamento dei consumatori compresi quelli che seguono diete per la pratica di sport oppure i vegani.

Sempre e solo prodotti a base vegetale e biologici sono nel futuro dell’azienda.

Tutti i prodotti sono certificati. L’azienda sta operando anche per garantire la filiera di provenienza della materia prima. cioè comprando materia prima certificata bio. Questo già accade con il riso con ben 5 aziende.

Il prodotto storico e best seller della The Bridge resta comunque la bevanda di riso anche se c’è stata una forte crescita dell’avena che è meno dolce, ha un gusto più bilanciato ed è più ricca di fibre rispetto al riso. Ma la principale differenza tra riso e avena è che l’avena ha il glutine. Con una particolare varietà di avena è stata comunque ottenuta la bevanda di avena senza glutine.

Il primo segreto del successo di The Bridge è l’autenticità del percorso produttivo, la velocità e il coraggio nell’investire su nuovi prodotti pur non essendo una grande multinazionale. Sicuramente la passione è forte ed è condivisa dalla famiglia e da tutte le persone, in tutto 80, che lavorano in azienda e vivono sul territorio.

di: Anna Li Vigni