Da quando la Russia ha messo il veto ai prodotti agroalimentari Ue l’export del nostro Paese è sceso del 26%. A pagare dazio è soprattutto il nord. Ma in altri Paesi europei è andata molto peggio

Proprio quando stava spiccando il volo gli sono state tarpate le ali. L’agroalimentare italiano aveva trovato nella Russia una fedele e sempre più appassionata ammiratrice, tanto che l’export verso Mosca cresceva, di anno in anno, in doppia cifra. Ma dopo l’annessione della Crimea tutto è cambiato. L’Unione Europea ha approvato pesanti sanzioni nei confronti della Russia e Putin, nel 2014, ha risposto con l’embargo dei prodotti alimentari europei, americani, canadesi e australiani.

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