La settimana d’oro di Milano. Il design al Salone e in tutta la città

(Il Sole 24 Ore) Abbiamo tantissime delegazioni dall’estero. SarĂ  davvero difficile incontrarli tutti. So che arriverĂ  anche un emiro… immagino che di design non sappia nulla, ma qualcuno deve avergli detto che è importante essere qui». Claudio Luti, presidente del Salone del Mobile di Milano che inaugura martedì prossimo, lo ripete instancabilmente: «Alla nostra fiera viene tutto il mondo. Chi lavora nel settore ha compreso da tempo che, per avere una visione di quale sarĂ  il futuro del design, occorre venire al Salone». Ma ormai questa consapevolezza si è diffusa anche in altri settori produttivi e non si contano le iniziative che, nei giorni della fiera, aziende e multinazionali di tutto il mondo organizzano a Milano.

Manifestazione internazionale
Qualche numero a conferma: all’interno degli spazi espositivi, a Rho-Pero, ci saranno oltre 2mila espositori, di cui il 27% dall’estero, e sono attesi oltre 300mila visitatori, per due terzi da olltreconfine, in rappresentanza di 165 Paesi. Ma negli stessi giorni la città di Milano si prepara ad accogliere ben 400mila persone, che parteciperanno agli eventi del Fuorisalone: quasi 1.300 appuntamenti diffusi in tutti i quartieri.
«Siamo pronti a ospitare il mondo – conferma Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo –. Questo per noi è l’evento dell’anno». Anche i protagonisti della politica italiana, nonostante il difficile periodo di transizione, sarà presente al completo: martedì il premier uscente Paolo Gentiloni parteciperà al taglio del nastro con il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il nuovo presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. E in settimana sono attesi anche Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Matteo Richetti. Un’occasione, fa notare Orsini, «per far conoscere a chi guiderà il futuro governo l’importanza del nostro comparto».

I numeri del settore
Con 41,5 miliardi di produzione nel 2017 (secondo i consuntivi diffusi ieri da FederlegnoArredo), l’intera filiera del legno-arredo vale infatti il 5% del Pil italiano. Al suo interno, le 29mila imprese dell’arredamento e dell’illuminazione hanno realizzato un fatturato di 26,9 miliardi, in crescita del 2,1% rispetto al 2016, consolidando così la ripresa avviata nel 2015. «L’export ha dato risultati molto positivi – dice ancora Orsini – con la Francia che è il nostro primo mercato di sbocco ed è cresciuta del 5,4%». Bene anche gli Stati Uniti, nonostante l’incertezza legata alle politiche di Donald Trump, che rappresentano ormai il terzo mercato italiano e valgono 1,3 miliardi di euro. Ma la vera sorpresa è la Cina, che non rallenta la corsa e segna un incremento record (+36,5%), raggiungendo i 518 milioni. «Ci aspettiamo che entro il 2020 questo mercato possa raggiungere gli 800-900 milioni» stima il presidente Fla. Qualche preoccupazione desta invece la Russia, un mercato che ha pagato fortemente la crisi iniziata nel 2014 e che ora rischia di scontare anche le nuove tensioni geopolitiche. «Anche per questo abbiamo bisogno in tempi brevi di un governo, che prenda una posizione certa nei confronti della Russia, ma che faccia anche sentire la sua voce in Europa, unica istituzione in grado di trattare con Trump».

E poi c’è il tema del bonus mobili e del suo rinnovo per i prossimi anni. Un «incentivo all’economia reale», come lo definisce Orsini, decisivo per sostenere il mercato interno, cresciuto dell’1,6% l’anno scorso, a quota 16,9 miliardi: «Senza il bonus questo incremento si sarebbe fermato allo 0,6% – spiega –. E per lo Stato è a costo zero visto che, a fronte di 80 milioni di euro investiti, ne sono tornati indietro 252 in forma di gettito d’Iva».

Le novitĂ  al Salone
Se i numeri fotografano i buoni risultati del passato, il Salone deve guardare al futuro: «Dobbiamo mantenere questa voglia di dialogo, di innovazione e di rischio che ha sempre fatto la differenza per il design italiano e che spiega la sua leadership nel mondo – dice Luti –. Vedrete lo sforzo di tutte le aziende di presentarsi in modo innovativo e di percorrere percorsi inediti». Cresce l’attenzione verso la sostenibilità dei prodotti, sia nei materiali utilizzati, sia nei processi di produzione, riutilizzo e smaltimento. Così come si diffonde l’applicazione di dispositivi o soluzioni tecnologiche negli arredi, in particolare in ambienti come la cucina e il bagno, i due settori a cui quest’anno sono dedicate le biennali del Salone. Innovazione e ricerca convivono con un filone “nostalgico”, che celebra i fasti del passato con numerose riedizioni di pezzi-simbolo del made in Italy e collezioni dal sapore vintage.

Nuovi distretti al Fuorisalone
Se il Salone cresce e si trasforma, tutta la Milano del design segue la sua onda: il Fuorisalone – che da trent’anni anima la città durante la settimana del mobile – quest’anno si arricchisce di due nuovi “distretti” del design, portando così a 14 il numero di percorsi in cui si articola la Design Week (per info aggiornate: www.fuorisalone.it). Nasce infatti il Bovisa Design District, dedicato all’innovazione, alla tecnologia e alla creatività, nell’ex area industriale a Nord-Ovest del capoluogo lombardo, che propone percorsi interattivi per scoprire la produzione tecnologica incubata e sviluppata nella zona, dove ha sede anche il sistema design del Politecnico. Al debutto anche il Rainbow District di Porta Venezia, mentre quello che fino all’anno scorso era il distretto Ventura Lambrate si sdoppia in due nuove iniziative, una all’interno dei Magazzini Raccordati della Stazione Centrale e una all’interno di un palazzo (il Futurdome) in via Paisiello.

Le stesse aziende presenti al Salone come espositori, si danno da fare per organizzare eventi e presentazioni anche all’interno dei propri showroom in città. Un fermento creativo “integrato” – quello tra Salone e Fuorisalone – che fa bene anche all’economia del territorio: secondo la Camera di Commercio di Milano, questa manifestazione ha generato l’anno scorso circa 38 milioni di ricavi per gli alberghi milanesi, con un tasso di riempimento medio del 91%.