Il presidente attacca la banca centrale per l’aumento dei tassi d’interesse e il nuovo capo da lui stesso nominato

“La Federal Reserve è impazzita”. Con queste parole Donald Trump attacca la banca centrale, di cui ha nominato lui stesso il nuovo presidente, incolpandola per il crollo di Wall Street. Nel mezzo del “doppio shock” – climatico e finanziario – tra l’uragano che si abbatte sulla Florida e la turbolenza che colpisce i mercati, il presidente degli Stati Uniti si scatena in un attacco senza precedenti contro una delle istituzioni più rispettate. Non importa che l’attuale presidente della Fed, Jerome Powell, lo abbia scelto lui. “E’ troppo severa”, dice Trump riferendosi all’aumento dei tassi d’interesse da parte della banca centrale, una delle cause scatenanti della caduta degli indici in questo “giovedì nero” per le azioni e per i bond. E’ consuetudine che i presidenti americani non commentino quel che fa la banca centrale, ma Trump ha già calpestato molte regole del galateo istituzionale da quando è alla Casa Bianca.

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