La casa del toro scende in campo nell’affollato segmento dei Suv, capace di vendere come pochi altri

Lamborghini Urus è finalmente tra noi. La casa di Sant’Agata Bolognese, durante un evento in pompa magna organizzato direttamente nella sede della casa emiliana, ha presentato a tutto il mondo il primo S-Suv, Super Suv. Si tratta a tutti gli effetti del Suv più veloce e potente al mondo. Un evento di presentazione a cui ha preso parte, tra gli altri, anche il premier Gentiloni, contraddistinto da un gioco di luci e accompagnato dal claim #SinceWeMadeItPossible, rendere possibile l’impossibile.

L’impresa impossibile è stata quella di aver trasposto il Dna Lamborghini in un Suv, anzi, in un S-Suv. Il cammino del toro verso i Suv è iniziato diversi anni fa, esattamente nel 1986, quando venne introdotta sul mercato la LM-002, un’auto esagerata nelle dimensioni, nei consumi e nelle prestazioni. La Lamborghini Urus esplode, elevandoli all’ennesima potenza, tutti i concetti che la casa ha messo nella vecchia LM-002.

“La Lamborghini Urus nasce da un approccio visionario ed è il risultato della combinazione del Dna Lamborghini con la versatilità tipica di un Suv, elevato a un livello finora impossibile: il Super Suv”, ha commentato Stefano Domenicali, chairman e ceo di Automobili Lamborghini. “Per le emozioni che suscita e in termini di design, prestazioni e dinamica di guida questa è una vera Lamborghini, ma è anche un’auto adatta alla guida di tutti i giorni su terreni molto diversi tra loro”. A detta dello stesso ceo Domenicali, la Urus per Lamborghini rappresenta un vero e proprio “game changer” soprattutto in virtù dei volumi produttivi previsti: 3.500 unità all’anno. Un incremento produttivo che si è tradotto anche in un ingrandimento dello stabilimento emiliano: 600 milioni di investimento e 500 assunzioni a tempo indeterminato.
La scelta del nome Urus, come da tradizione, viene dal mondo dei tori, del resto basta osservare la vettura per cogliere il fortissimo family feeling con gli altri modelli della casa emiliana. I forti contrasti, le linee geometriche ed il caratteristico rapporto tra superfici di carrozzeria, due terzi, e cristalli, un terzo, sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano la silhouette della Urus. Il frontale, leggermente spiovente, è possente ed è una profusione di nervature che sottolineano i gruppi ottici, sottili e con firma a Led e, soprattutto, il propulsore che si trova sotto il cofano. Le enormi prese d’aria anteriori si collegano a uno spoiler dal profilo ribassato che sottolinea il carattere sportivo della vettura accentuando la sensazione di dinamicità. Le nervature della Urus sono ancora più decise nel profilo laterale e insieme ai grandi passaruota esagonali che ospitano ruote da 21” a 23”, delineano il carattere deciso della vettura. Carattere che non manca nemmeno al posteriore dove trovano posto i gruppi ottici a forma di Y e la prominente zona dell’estrattore risaltata dallo scarico a quattro uscite. La Urus presenta inoltre alcuni elementi tipici di una coupé come la linea spiovente del tetto, la posizione dei cristalli senza cornice, il parabrezza fortemente inclinato e i cristalli posteriori angolati.
La scelta del nome Urus, come da tradizione, viene dal mondo dei tori, del resto basta osservare la vettura per cogliere il fortissimo family feeling con gli altri modelli della casa emiliana. I forti contrasti, le linee geometriche ed il caratteristico rapporto tra superfici di carrozzeria, due terzi, e cristalli, un terzo, sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano la silhouette della Urus. Il frontale, leggermente spiovente, è possente ed è una profusione di nervature che sottolineano i gruppi ottici, sottili e con firma a Led e, soprattutto, il propulsore che si trova sotto il cofano. Le enormi prese d’aria anteriori si collegano a uno spoiler dal profilo ribassato che sottolinea il carattere sportivo della vettura accentuando la sensazione di dinamicità. Le nervature della Urus sono ancora più decise nel profilo laterale e insieme ai grandi passaruota esagonali che ospitano ruote da 21” a 23”, delineano il carattere deciso della vettura. Carattere che non manca nemmeno al posteriore dove trovano posto i gruppi ottici a forma di Y e la prominente zona dell’estrattore risaltata dallo scarico a quattro uscite. La Urus presenta inoltre alcuni elementi tipici di una coupé come la linea spiovente del tetto, la posizione dei cristalli senza cornice, il parabrezza fortemente inclinato e i cristalli posteriori angolati.
Sotto il cofano troviamo un propulsore alimentato a benzina in alluminio V8 biturbo da 4,0 litri, 650 CV e 850 Nm di coppia che garantisce un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi e una velocità massima di 305 km/h. Le rapide cambiate sono assicurate da un cambio automatico a otto rapporti. La casa emiliana ha deciso di puntare sul motore turbo, il primo su una vettura Lamborghini, per garantire versatilità alla vettura poiché, soprattutto in condizioni off-road, è necessaria molta coppia a bassi regimi. Essendo un Suv la Urus ha ovviamente la trazione integrale: il differenziale centrale autobloccante Torsen assicura controllo ed agilità in ogni superficie. L’ultima nata del Toro è dotata anche di un sistema a quattro ruote sterzanti, già introdotto con la Aventador S, che garantisce maggiore agilità alle basse velocità e una migliore tenuta di strada quando la velocità di crociera aumenta.

Il pezzo forte della Urus è però il sistema Tamburo che consente di plasmare il carattere della vettura a seconda delle esigenze del driver e tenendo conto della superficie stradale. Il sistema Tamburo controlla tutti i sistemi dinamici della vettura e permette di selezionare tra otto diverse modalità di guida: Strada, Sport, Corsa, Neve, Terra e Sabbia. Tra un sistema e l’altro varia l’altezza della vettura ma anche il timbro e la risposta del motore e dello sterzo. A frenare la potenza bruta del Super Suv ci pensa il sistema frenante in carboceramica (CCB) di serie. Il Super Suv Lamborghini pesa 2.200 kg ed ha le seguenti dimensioni: lunghezza totale 5.112 mm, passo 3.003 mm, larghezza totale 2016 mm, altezza 1.638 mm.
Essendo un prodotto che si rivolge ad una clientela con esigenze molto particolari, Lamborghini ha curato all’inverosimile anche gli interni che propongono il ricorrente tema esagonale che ritroviamo nelle bocchette di ventilazione alle maniglie delle porte e in tanti altri particolari, ma anche materiali di qualità come la pelle, l’Alcantara, l’alluminio e la fibra di carbonio o legno. Il cruscotto ha un design a Y, presente il classico tunnel centrale, decisamente massiccio, dove troviamo due schermi touch e il satellite del sistema Tamburo. Anche il volante a tre razze e tagliato in basso ha una chiara impostazione sportiva. Opulenza che ritroviamo nei sedili che, come da tradizione, presentano cuciture a contrasto.
All’avanguardia anche il sistema proprietario di infotelematica di bordo: il LIS III che può contare su due schermi touch, perfettamente integrati sopra al sistema Tamburo: lo schermo superiore è impiegato per l’interfaccia riservata alle funzioni di entertainment e controllo dispositivi multimediali, navigazione, telefono e informazioni sullo stato dell’auto, quello inferiore prevede una tastiera ed è sensibile alla scrittura manuale, per l’inserimento di informazioni e il controllo di funzioni come la climatizzazione e il riscaldamento dei sedili. Per quanto concerne la dotazione tecnologica, la Urus è conforme al livello 2 di automazione, risultato raggiunto grazie ai sistemi Adas, Advanced driver assistance systems.

La consegna ai primi clienti della nuova Urus Lamborghini è prevista per la primavera del 2018. Il prezzo in Italia è di 168.852 euro, ma basterà aggiungere qualche optional come il sistema audio Bang & Olufsen con audio 3D da 1.700 Watt di potenza, per farlo aumentare piuttosto considrevolmente.

 

Fonte: Forbes Italia