«L’attacco di Mosca è solo l’inizio»

Il presidente ucraino Petro Poroshenko dopo il fermo delle navi mette l’uniforme a va in visita ai soldati. Kiev denuncia il blocco dei porti: «Da lì passa il 40% del nostro export». Un’aggressione strisciante, ma continua, coerente nel progetto di ritornare ai confini dell’Unione Sovietica o addirittura dell’impero zarista. Viste da Kiev le ultime mosse di Vladimir Putin volte a creare un nuovo status quo nel Mare d’Azov con il sequestro delle navi e i marinai ucraini sono parte di una strategia molto più ampia che vorrebbe ridurre le ex province «traditrici», desiderose di entrare solidamente nell’orbita dell’Unione Europea, in «colonie obbedienti» della nuova Russia rinata dalle ceneri del dopo Guerra Fredda.

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