L’evento più ricco al mondo

(Forbes Italia) Più grande delle Olimpiadi, più grande della Coppa del Mondo di calcio. Il Super Bowl è l’evento sportivo più ricco al mondo, anche se probabilmente in Italia in pochi avranno visto una azione di gioco. Ma negli Usa è più di una partita, più della “semplice” finale del campionato NFL (la National Football League, ovverosia il campionato di football americano): è una festa, anche particolarmente fruttuosa dal punto di vista economico.

Quello di domenica a Minneapolis sarà il SuperBowl LII, la 52esima edizione: in campo scenderanno i campioni in carica dei New England Patriots e i Philadelhpia Eagles. Uno scontro che vede favoriti i Patriots, guidati dal quarterback Tom Brady, una delle leggende di questo sport: 5 Super Bowl vinti, quattro volte Mvp, ricavi in carriera da 197 milioni di dollari e un matrimonio con la supermodel Gisele Bundchen. Le sorprese, però, in un Super Bowl sono sempre dietro l’angolo.

Il primo scontro tra i vincitori della American Football Conference e della National Football Conference, le due conference che formano la NFL, è andato in scena il 15 gennaio 1961: i Green Bay Packers del coach Vince Lombardi alzarono il primo trofeo, battendo i Kansas City Chiefs 35-10. Un trofeo che è in seguito rimasto per sempre legato ai Packers, dato che nel 1970 venne rinominato Vince Lombardi Trophy in onore dell’allenatore di Green Bay, scomparso proprio quell’anno.

Dal 1961, hanno vinto il Super Bowl 19 squadre diverse: in testa i Pittsburg Steelers con sei successi, ma New England vincendo a Minneapolis potrebbe eguagliare il record, mentre per gli Eagles sarebbe la prima vittoria alla terza finale disputata (ultima nel 2005, quando vennero sconfitti proprio dai Patriots).
A poco a poco, il Super Bowl si è trasformato sempre più in un evento, fino a diventare l’Evento Sportivo, con le iniziali maiuscole. Secondo Forbes, la finale dell’NFL è l’evento più ricco al mondo, davanti ai Giochi Olimpici estivi, quelli invernali e alla Coppa del Mondo di calcio. Anche perché, nel frattempo, la lega di football americano è diventata la più ricca: ogni squadra vale in media 2,5 miliardi di dollari, con ricavi operativi medi di oltre 100 milioni di dollari per ciascuna franchigia. I Dallas Cowboys, ad esempio, secondo Forbes valgono 4,8 miliardi di dollari e hanno avuto ricavi operativi per 350 milioni: i New England Patriots, secondi in classifica, valgono 3,7 miliardi, con ricavi per 250 milioni di dollari. Anche perché i diritti tv complessivi valgono oltre 5 miliardi di dollari.

In campo nel Super Bowl, ad esempio, andranno stipendi per un totale di circa 280 milioni di dollari, così distribuiti: 151 milioni per i Philadelphia Eagles, 132 milioni per i Patriots. Il più pagato degli Eagles è il defensive tackle Timmy Jernigan, che incasserà quest’anno 11 milioni di dollari, mentre tra i Patriots il cornerback Stephon Gilmore ne incasserà circa 22 (4,5 milioni di stipendio base e 18 milioni di bonus alla firma). Chi vincerà il Super Bowl, inoltre, incasserà 112mila dollari, mentre i giocatori della squadra perdente ne riceveranno 56mila, oltre ai 79mila già conquistati nei playoff finora.
Numeri che sono dovuti all’enorme interesse che genera il football negli Usa, e il Super Bowl è il fiore all’occhiello. E negli ultimi anni è diventato anche una complessa e costosa operazione di marketing: visto che l’audience è di 110 milioni di spettatori negli Usa e altri 50 milioni nel resto del mondo, la corsa ad accaparrarsi gli spot è diventata una lotta al rialzo. Per l’edizione 2018, 30” di pubblicità costano poco più di 5 milioni di dollari, quasi raddoppiati rispetto ai 2,7 milioni del 2008: nonostante la cifra, gli spazi sulla NBC (che paga 950 milioni annui per i diritti tv del Sunday Night e potrà trasmettere per tre anni il Super Bowl) sono andati sold out più di un mese prima della sfida. E la stima dei ricavi, compresi pre-partita e post-partita, è stata fissata a quota 500 milioni di dollari.

Non solo tv, perché c’è anche chi sarà presente allo U.S Bank Stadium di Minneapolis, impianto da oltre 65mila posti inaugurato nel 2016, con un costo appena superiore al miliardo di dollari. Il range di prezzi per i biglietti varia da 950 a 5.000 dollari, senza considerare le possibilità di rivendita, con un prezzo medio che si aggira sui 5.700 dollari. Uno stadio pieno di cui potrà godere gli effetti anche l’intero stato del Minnesota, dato che l’impatto sul territorio è stimato in circa 350 milioni di dollari, con oltre 125mila visitatori che in media rimarranno almeno quattro notti in hotel, spendendo circa 620 dollari a testa al giorno.
La corsa al biglietto, comunque, resta frenetica. Anche perché non c’è solo la partita: c’è anche l’halftime show, lo show dell’intervallo. Fino al 1991 era dedicato principalmente alle bande musicali delle università, ma dagli anni novanta la scelta è stata quella di virare verso il pop: protagonisti sono stati, tra gli altri, Gloria Estefan, Michael Jackson, gli U2, Paul McCartney, i Rolling Stones, Bruce Springsteen, fino ad arrivare a Katy Perry e Lady Gaga, protagonista dell’ultima edizione.

Giusto per citare un dato, lo show del 2017 (della durata di 12 minuti) è stato visto da 117,5 milioni di spettatori negli Usa e per la quarta volta consecutiva ha avuto più spettatori collegati rispetto alla partita. Quest’anno sul palco ci sarà Justin Timberlake (mentre Pink canterà l’inno statunitense prima della gara), che era stato già protagonista nel 2004, in cui diede scalpore per aver scoperto il seno di Janet Jackson, con cui aveva cantato, giustificandosi in seguito parlando di un incidente. Lo sponsor sarà Pepsi, e il costo medio della sponsorizzazione dell’halftime show si aggira sui 7 milioni di dollari.

E chi non potrà essere allo stadio? Tutto il resto degli Usa si sta attrezzando. In California, addirittura una cappella (la Calvary Chapel Old Towne) aprirà le sue porte per il Super Bowl, senza dimenticare le feste in piscina o addirittura le visioni in teatri e cinema (e le feste non mancheranno nemmeno in Italia). Magari nella cappella californiana non si potrà, però dalle altre parti potrebbe scapparci pure qualche scommessa: secondo l’American Gaming Association il giro d’affari delle scommesse illegali si aggirerà sui 4,6 miliardi di dollari, mentre a Las Vegas sono stati puntati un record di 138,5 milioni per il Super Bowl 51. Scommesse, ma soprattutto cibo e bevande. Stando al Dipartimento dell’Agricoltura, negli Usa si mangia di più solamente per la festa del Ringraziamento: la stima è di 1,35 miliardi di alette di pollo, 12,5 milioni di pizze, ma anche una quantità industriale di birre (qualcuno parla di 325 milioni di galloni). Insomma, mangiare e bere ci sarà: non resta che sedersi in poltrona per gustarsi anche il più grande evento sportivo del mondo.