Il timore maggiore a seconda degli investitori

Il rendimento dei titoli del Tesoro del biglietto verde con scadenza a tre mesi hanno purtroppo superato il Dividend Yeld, ossia il rapporto dividendo prezzo, dell’indice S&P che non si vedeva più da Febbraio 2008. Non meno preoccupante per gli investitori la dinamica quale punto di riferimento fondamentale dei mercati finanziari globali, ovverosia il rendimento dei buoni americani del Tesoro decennali. Si prevederebbe un crollo, secondo gli analisti di Morgan Stanley, semmai il rendimento dei titoli di debito decennali dovesse superare il 3,05%. Ai tempi della crisi Lehman Brothers del 2008, il rendimento era al 2,5%. Con grande timore ora lo si vede sfiorare il 2,6%. Il timore maggiore a seconda degli investitori risiede nell’investire nel debito americano con scadenza a due anni, che risulterebbe, dire degli esperti del settore, estremamente pericoloso in quanto prestare denaro all’economia americana per dieci anni. Questa dinamica ovviamente cambia quando l’economia di un Paese è positiva. Suddetti investimenti a breve termine risulterebbero i meno rischiosi. Spostandosi sul versante russo, dopo quattro anni dalle sanzioni alla Russia da parte degli Stati Uniti ed Unione Europea, gli analisti delle maggiori agenzie di Rating hanno confermato la prospettive di debito russo da “stabile” a “positivo”. Il Paese di Putin ha ammortizzato ottimamente le sanzioni imposte provvedendosi di un cuscino da eventuali shock di mercato.

Daniel Mateo Montalcini (contributor)