Il presidente dell’Unione europea: «No a nazionalismi che distruggono. Uniti siamo più forti». «È suonata l’ora della sovranità europea». L’Ue non è una fortezza e resterà multilaterale

(Corriere della Sera) «Rispettiamo meglio l’Ue, non sporchiamo la sua immagine, cerchiamo di difenderne l’immagine, diciamo sì al patriottismo, no al nazionalismo esagerato che detesta gli altri e cerca di distruggerli». Lo ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo stato dell’Unione alla Plenaria nell’Europarlamento a Strasburgo. In un passaggio del suo discorso ha affermato che «l’Europa è un progetto di pace». «Diciamo sì al patriottismo, ma diciamo no al nazionalismo che cerca colpevoli anziché cercare soluzioni», ha detto. Piuttosto, in quello che è il suo ultimo discorso all’Unione, il presidente ha sottolineato «la necessità che l’Europa diventi un attore sovrano nelle relazioni internazionali». «La sovranità europea deriva dalla sovranità degli Stati membri – ha precisato – e non sostituisce le nazioni». E a questo scopo, ha esortato a mettere in atto sforzi per costruire un’Europa più unita e più forte.

Gli sforzi da fare
Ha affrontato temi delicati e divisivi, come l’immigrazione e l’avanzata del populismo in molti Paesi membri, lanciando messaggi forti per scuotere gli europartiti e i capi di Stato e di governo, ricordando che «Siamo riusciti a conciliare geografia e storia, in Europa», ma «restano degli sforzi da fare». Per esempio, «dobbiamo definire il nostro atteggiamento nei confronti dell’adesione dei Paesi dei Balcani occidentali», ha detto. Ma «dobbiamo continuare a fare sforzi per un’Europa più unita perché possiamo esportare stabilità, come successo con gli allargamenti che per me restano successi».

Dalla corsa allo spazio alla sfida climatica
Un discorso tutto centrato su Europa forte e unita, dalla corsa verso lo spazio (progetto Galileo), allea gestione della digitalizzazione, alla sfida climatica. «L’ora per la sovranità europea è arrivata: l’ora di prendere il mano il proprio destino e influenzare il corso degli eventi a livello mondiale».

Il caso Ungheria
Martedì il Parlamento si è profondamente diviso sul caso Ungheria e dopo l’intervento del premier Orban. Oggi il Parlamento si esprimerà sulla richiesta di aprire una procedura contro l’Ungheria per violazione dello Stato di diritto.

Fonte: https://www.corriere.it/economia/18_settembre_12/junker-no-nazionalismi-che-distruggono-2b80a986-b65b-11e8-83fc-d7dcaceaa02b.shtml