Cibo, farmaci e giocattoli i più contraffatti

(la Repubblica/Bloomberg) L’ultimo a essere finito nella rete dei loro controlli è stato Antonino Cannavacciuolo. Nel ristorante torinese dello chef, famoso per la sua partecipazione a Masterchef Italia, i Nas hanno trovato “materie prime non tracciate” che gli sono costate una multa da 1500 euro e una denuncia per frode a carico della moglie. Un brutto equivoco per la mancanza “di un asterisco sul menù”, ha ribattuto lo Cannavacciuolo. Eppure anche lui è finito tra le 14.909 aziende e strutture controllate e multate dai Nuclei antisofisticazioni e sanità dell’Arma – i Nas – nel corso del 2017.

Secondo un report recentemente diffuso dal ministero della Salute, nel corso dell’ultimo anno i Nas hanno eseguito 49.700 interventi, riscontrando irregolarità amministrative o penali nel 30% dei casi. “Le attività di indagine”, si legge nel documento, hanno consentito di svelare “gravi episodi di criminalità conclusisi con l’arresto di 154 persone ritenute responsabili di rilevanti illeciti penali e la denuncia all’Autorità giudiziaria di altre 4.495”. In totale, i Nas hanno contestato oltre 9.700 reati e inflitto 18.262 sanzioni amministrative pecuniarie, per un valore di oltre 17 milioni di euro.

Il comparto alimentare quello più colpito
Il maggior numero di irregolarità sono emerse nel comparto alimentare che è stato quello in cui sono stati effettuati il 60% dei controlli, pari a circa 30.000 verifiche. “Gli obiettivi risultati non conformi alle normative di settore – riporta il documento – sono stati il 38% del totale, pari a 11.256 aziende o società con criticità lievi o importanti”. La maggior parte delle segnalazioni – oltre 9.270 – hanno riguardato violazioni delle normative di autocontrollo alimentare, etichettatura e tracciatura dell’origine dei prodotti alimentari. Mentre 1.296 titolari di esercizi o strutture sono stati denunciati per reati riconducibili all’associazione per delinquere finalizzata alla sofisticazione di sostanze alimentari, vendita di alimenti nocivi o pericolosi per la salute o in cattivo stato di conservazione.

L’azione dei Nas, ha portato all’arresto di 17 persone e al sequestro (prima che fossero immessi nella grande distribuzione) di oltre 18.000 tonnellate e centomila confezioni di alimenti irregolari, potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori. Inoltre sono state chiude o temporaneamente sospese le attività di 1.514 strutture commerciali e di somministrazione della filiera alimentare, per un valore stimato di 386 milioni di euro.

Prodotti farmaceutici
I controlli dei Nas hanno interessato anche il comparto farmaceutico-sanitario dove le verifiche hanno riguardato 18.967 strutture sanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private, aziende della filiera del farmaci, di cui 3.480 sono risultate “non conformi alle normative vigenti”. In particolare i Nas hanno sequestrato o sospeso l’attività di 169 strutture tra cui ambulatori medici e dentistici, strutture ricettive per anziani, laboratori di analisi e aziende commerciali di prodotti a uso sanitario e medicale, per un valore complessivo di oltre 121 milioni di euro. Inoltre durante i controlli sono state sequestrate 106.000 confezioni di medicinali vietati o privi di autorizzazione al commercio, e oltre 98mila compresse, capsule e fiale di farmaci sfusi illegali e contraffatti, comprese sostanze “ad azione stupefacente, anabolizzante e dopante”. “Le irregolarità rilevate nel corso delle verifiche – si legge nella relazione – sono state 10.090, il 70% delle quali di rilevanza penale, con irrogazione di complessivi 3 milioni e 60 mila euro di sanzioni pecuniarie”.

Attenzione ai giocattoli
L’attività dei Nas ha riguardato anche prodotti non alimentari potenzialmente pericolosi per la salute poiché privi di marcatura CE e di adeguate indicazioni di sicurezza. In totale, nel corso del 2017, sono stati sequestrati oltre 1,2 milioni di prodotti tra articoli da regalo, casalinghi, dispositivi elettrici e luminarie, sigarette elettroniche e relative ricariche, per un ammontare di oltre 4 milioni di euro. Più della metà dei sequestri (950.000) hanno riguardato giocattoli e articoli destinati ai bambini, scoperti e bloccati soprattutto nelle aziende di distribuzione all’ingrosso proprio nei giorni precedenti alle festività natalizie.