Il nuovo ceo Mike Manley presenta i conti nel giorno della scomparsa di Marchionne. La revisione al ribasso dei ricavi fa chiudere in calo del 15,5%

(Corriere della Sera) – Nel giorno della scomparsa di Sergio Marchionne, e dell’esordio in una call con gli analisti del nuovo ad, Mike Manley, Fca e i titoli della galassia Fca soffrono in Borsa. Fca ha bruciato oggi in Borsa quasi 4 miliardi di capitale. La capitalizzazione sulla base delle azioni circolanti è passata da 25,65 a 21,67 miliardi. Il titolo di Fca aveva aperto in forte calo, insieme con la holding Exor, entrambi finiti in asta di volatilità. Il titolo di Fca è tornato poi in contrattazione e ha chiuso in profondo calo, -15,5% a 13,98 euro, ai minimi della giornata. A pesare sul titolo, nel giorno in cui la società ha diffuso i conti del secondo trimestre, è stata la rivisitazione al ribasso delle stime per l’intero anno 2018 relative a ricavi netti ed ebitda adjusted, confermando invece quelle sull’utile netto adjusted. «Marchionne aveva detto che sarebbe stato un trimestre difficile ed è stato così – ha Manley che ha aggiunto – Ci sono stati anche elementi positivi». In territorio negativo sono stati trascinati anche gli altri titoli della galassia: Exor (-3,49%), Ferrari (-2,19%) e Cnh (-0,27%).

«Sergio era un uomo speciale»: ha esordito il nuovo amministratore delegato di Fca, aprendo la conference call ui conti di Fca. Manley, al debutto davanti agli analisti finanziari, ha chiesto un minuto di silenzio prima di presentare i conti del secondo trimestre 2018. Al suo fianco il direttore finanziario del gruppo Richard Palmer.

Con la fine del primo semestre 2018, per la prima volta il gruppo Fca riporta una liquidità netta industriale pari a 0,5 miliardi di euro, in miglioramento di 1,8 miliardi di euro rispetto a fine marzo 2018. Come era stato indicato da Marchionne, in occasione della presentazione del piano industriale a Balocco, al 30 giugno 2018 Fca avrebbe azzerato l’indebitamento industriale. Il free cash flow industriale è pari a 1,5 miliardi di euro, al netto di investimenti per 1,3 miliardi, rispetto a 0,7 miliardi nel secondo trimestre 2017. La liquidità disponibile è aumentata di 1,8 miliardi di euro nel trimestre a 21,1 miliardi di euro.

«Tutti gli altri obiettivi finanziari presentati lo scorso primo giugno nel Piano Industriale 2018-2022 non sono cambiati», ha comunicato Fca nella nota. Riviste al ribasso, però, le stime per la fine dell’anno relative a ricavi netti ed ebitda adjusted, confermando quelle sull’utile netto adjusted. Il gruppo automobilistico per il 2018 si aspetta ricavi netti tra 115 e 118 miliardi di euro, un ebit adjusted tra 7,4 e 8 miliardi di euro, con un utile netto adjusted confermato pari a circa 5 miliardi di euro. La liquidità netta industriale è attesa intorno a circa 3 miliardi di euro, contro una precedente stima di circa 4 miliardi di euro. Con la pubblicazione della prima trimestrale dell’anno, Fca aveva indicato di aspettarsi ricavi netti di circa 125 miliardi di euro, un adjusted ebitda uguale o superiore a 8,7 miliardi, con un utile netto adjusted di circa 5 miliardi e un eps adjusted diluito pari a 3,2 euro per azione, con un capex tra 8 e 8,5 miliardi. Nel secondo trimestre, l’utile netto adjusted è stato pari a 981 milioni di euro, in calo del 9% (stabile a parità di cambi di conversione) e un utile netto a 754 milioni di euro in diminuzione del 35% (-26% a parità di cambi di conversione).

Le consegne globali complessive di Fca sono pari a 1.301.000 veicoli, in crescita del 6% grazie soprattutto alla crescita in Nafta e America Latina.