Bisogna considerare il debito/PIL rapportato ai parametri UE

Un Paese va inteso come un padre di famiglia. L’esempio in una qualche maniera fuorviante vuole dipingere il Paese Italia con tutte le sue sfaccettature e problematiche strutturali devono confrontarsi alla contabilità rapportata ai guadagni famigliari, gli obiettivi preposti da un nucleo di persone abitanti sotto lo stesso tetto, il reddito di un’azienda sono ben differenti. L’equazione che vi si vuole porre è del debito nazionale, grande peso cui l’Italia a confronto persino con lo standard ed i limiti stabiliti da Bruxelles, in rapporto alla ricchezza prodotta per capire dove cercare di chiudere il gap. Ovviamente, bisogna considerare il debito/PIL rapportato ai parametri UE. Stringere la cinghia secondo i dictat dei tecnici di Bruxelles ha di certo bloccato gli investimenti nei servizi cui i Paesi necessitano,quali i servizi pubblici, pensioni o sanità, vuole imporre una decisiva riduzione del rapporto debito/PIL, per fare in modo che Fiscal Compact rientri entro i prossimi 20 anni fissati al 60%, quando nel Bel Paese si viaggia ad un tasso del 130%.

Daniel Mateo Montalcini (contributor)